Bzzers, uno dei primi esperimenti italiani di marketing passaparola

written by andrea on September 19th, 2007 @ 01:19 AM

Lavorando in una agenzia che fa da portabandiera a progetti di guerrilla marketing e passaparola, non potevo rimanere insensibile al lancio di una nuova iniziativa: Bzzers. E’ uno dei primissimi esperimenti italiani di questo genere.

Mi rendo conto che potrebbe trattarsi di un argomento abbastanza sconosciuto per molti, per cui mi sembra doveroso dare qualche spiegazione introduttiva. Cos’è quindi il “passaparola”? E’ una forma pubblicitaria alternativa che esce dai classici mezzi comunicativi utilizzando le persone stesse come veicoli promozionali (n.b. questa definizione l’ho un po’ improvvisata, non mi assumo responsabilità sulla sua correttezza :D ).

Quante volte vi è capitato di consigliare un prodotto, un servizio o un marchio ad amici e parenti? Ecco… questo è proprio il principio su cui si basa il passaparola: non è una invenzione da markettari… c’è sempre stato e sempre ci sarà. Il compito delle agenzie che lo promuovono è quello di alimentare e organizzare questo flusso spontaneo.

E ora torniamo a Bzzers… L’idea (credo) è quella di fornire una piattaforma in grado di creare proprio quella scintilla da cui far partire l’ondata iniziale. All’interno della community è possibile creare un profilo a cui associare una serie di interessi personali e creare un network di utenti con caratteristiche simili. Ogni campagna darà la possibilità di provare, conoscere e testare in anteprima prodotti e servizi dell’azienda interessata fornendo così la possibilità agli utenti/consumatori di conoscere, compendere, apprezzare e valutare pregi e difetti dell’oggetto in prova per poi partire con il passaparola vero e proprio.

Personalmente credo molto in questa forma promozionale anche se a mio avviso non tutte le aziende possono permettersi di rischiare così tanto. Se il prodotto in studio è realmente valido, si avrà un ritorno impressionante… ma c’è un rischio: se il prodotto non dovesse stimolare l’interesse dei tester, la strada verso la gogna pubblica potrebbe diventare davvero breve.

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